Santa Sophia Costantinopoli

SOVRANO ORDINE DI SAN GIOVANNI MOSCOVITA

CAVALIERI MALTESI DI RUSSIA

  Sovrano Ordine Dinastico Non Nazionale                                                                                                  Europa Americhe Asia Africa Oceania

Imperial Casa Tiberio Dobrynia

GRAN PRINCIPATO DI DOBRYNIA
Sede dell'Ordine Maltese di Russia

Sovrano Gran Maestro
Sua Altezza Imperiale Reale e Granducale
Antonio Tiberio di Dobrynia di Russia
di Roma-Bisanzio d'Aragona di Sicilia

Con l’unione matrimoniale (A.D. 1472) fra Zoè (Sofia) Paleologo, nipote di Costantino XI Paleologo, ultimo imperatore di Bisanzio e Ivan III Velichy (il Grande) Granduca di Russia, vari gruppi superstiti di altri Ordini di Cavalieri d’Oriente vengono assorbiti dalla Casa di Russia, e comincia ad organizzarsi un prima branca ortodossa di Russia di quei Cavalieri Joanniti accolti in passato dalla Casa di Mosca e Kiev, che già intorno al 1500 assumerà forza e caratteristiche ben peculiari sotto l’Alto Protettorato (de facto) dello zar Ivan III il Grande, sino al Gran Maestro lo Zar Paolo I di Russia.  
I Cavalieri di San Giovanni Moscovita di Malta di Russia si perpetuano, dunque, nella branca ortodossa ed ecumenica dell’Ordine primitivo. Il simbolo: la croce ottagonale, sottin- tende la Grande Luce di San Giovanni, la spirituale Stella Giustificata a otto punte, “Stella di Pietra” di rimembranza federiciana e di reminiscenza arturiana (il “Castello Rotante”, o lo smaragdino “Lapis Exillis”, o la “Coppa” del ciclo del Graal).
OSJ+RM

Molto prima che Goffredo di Buglione mettesse piede in Terrasanta, i mercanti amalfitani erano riusciti ad ottenere dal califfo fatimita d’Egitto, pagando un contri- buto annuo, il permesso di edificare in Gerusalemme una chiesa ed un ospedale, luogo d’asilo e di assistenza ai pellegrini. L’ospedale era in piena funzione sotto la direzione di un monaco amalfitano, il beato Gerardo de Sasso, alla data della conquista e della successiva costituzione del regno latino di Gerusalemme, retto da Goffredo di Buglione. Sarà lui ad istituzionalizzare la mansione di soccorso ai pellegrini costituendo una confraternita religiosa chiamata Ordine Ospitaliero di San Giovanni in Gerusalemme (1099). Non basta però prendersi cura dei pellegrini; bisogna proteggerli dalla furia dei saraceni. Così, nel giro di venti anni, da uomini di carità e di fede quali erano, gli ospitalieri diventarono guerrieri. Sarà il successore del beato Gerardo, fra’ Raimondo de Puy, secondo gran maestro, a trasformare l’Ordine in un’organizzazione militare.
Considerate le loro origini, i cavalieri di San Giovanni adottarono come insegna la croce amalfitana ad otto punte, che simbolizzante tra l’altro le beatitudini della fede. Lo stendardo rosso, la croce bianca. I mantelli neri. Ben presto gli arabi, dopo averne conosciuto l’impeto in battaglia, li chiameranno con reverenziale timore gli “uomini neri”. La loro fama arriverà a proporzioni leggendarie, al pari di quella dei templari.

Considerate le loro origini, i cavalieri di San Giovanni adottarono come insegna la croce amalfitana ad otto punte, che simbolizzante tra l’altro le beatitudini della fede. Lo stendardo rosso, la croce bianca. I mantelli neri. Ben presto gli arabi, dopo averne conosciuto l’impeto in battaglia, li chiameranno con reverenziale timore gli “uomini neri”. La loro fama arriverà a proporzioni leggendarie, al pari di quella dei templari. Pian piano l’illusione del Santo Sepolcro andò sgretolandosi, Gerusalemme ripresa, poi definitivamente perduta nel 1244. Nel 1271 la più leggendaria delle fortezze l’immenso Krak dei cavalieri, tenuto dagli Ospitalieri, cadeva. Poche centinaia di ospitalieri, templari e teutonici, si arroccarono ad Acri, sulla costa, per permettere alla popolazione superstite d’imbarcarsi per l’Europa. Il gran maestro Giovanni de Villiers era tra i superstiti imbarcati sulle navi perché feriti e inabili al combattimento; portava le sue insegne a Cipro insediandovisi provvisoriamente.
Molti altri Cavalieri, invece, furono costretti a cercare rifugio nei Patriarcati Russi, e furono benevolmente accolti dalla Casa Granducale di Mosca e Kiev, dai principi Dobryniani rurichidi. La prima conquista dei Cavalieri tornati in armi fu l’isola di Rodi, dove si stabili- rirono in forze. Le fortune dei cavalieri di San Giovanni, divenuti di Rodi, saranno da quel momento affidate al mare, sia per quanto riguarda i commerci che per il contrato alla pirateria barbaresca. Carlo V metterà a disposizione degli Ospitalieri cattolici Malta, per cui si riprenderà il dominio del Mediterraneo. Sarà Napoleone Bonaparte ad infrangere nel 1798 la secolare neutralità degli Ospitalieri nei confronti di ogni nazione d’Europa. La repubblica francese, a quella data non riconosceva l’Ordine. L’Ordine così frantumato nelle sue otto Lingue e nei vari Priorati, cominciò dunque a disperdersi in ogni parte del mondo. Un ramo di esso da Trieste passava a Roma, riorganizzandosi nel cattolico S.M.O.M.

Cavalieri Zar Paolo I di RussiaAltri Cavalieri trovarono rifugio in Russia (1797-98) sotto la protezione di Paolo I, Gran Maestro dell’Ordine (carica che tenne sino alla sua uccisione, 1801). Successivamente, dopo la rinuncia al Gran Magistero di Alessandro I, nel 1810, vennero a costituirsi nuove branche scismatiche di Priorati Russi, anche in lontana America. Intanto, però, continuava a sopravvivere, mai perduta, quella branca anteriore del Malta Russo raccoltasi dapprima intorno al Granduca Ivan il Grande, Alto Protettore dei Cavalieri neri bianco crociati, e infine intorno allo Zar Paolo I di Russia. Con l’unione matrimoniale (A.D. 1472) fra Zoè (Sofia) Paleologo, nipote di Costantino XI Paleologo, ultimo imperatore di Bisanzio e Ivan III Velichy (il Grande) Granduca di Russia, vari gruppi superstiti di altri Ordini di Cavalieri d’Oriente vennero assorbiti dalla Casa di Moscovia, come per esempio la leggendaria Militia Aurata Costantiniana, e cominciò altresì ad organizzarsi una prima Cavalleria ortodossa Russo Maltese di quei Cavalieri superstiti già accolti in passato dalla Casa di Mosca e Kiev, che già intorno al 1500 assunsero forza e caratteristiche ben peculiari sotto l’Alto Protettorato (de facto) di Ivan III il Grande, sino al 72° Gran Maestro dell'Ordine lo Zar Paolo I.

Tsar Paolo I di RussiaIl Gran Priorato di Russia venne creato con una convenzione, sottoscritta in Pietroburgo il 15 di gennajo del 1797 da due plenipotenziari di Paolo I, e per parte dell' Ordine di Malta da Fra' Giulio, bali, conte Litta. In detta convenzione l'Imperatore delle Russie approvò, confermò e ratificò per sé e suoi successori in perpetuo ed in modo il più ampio e solenne la fondazione dell'Ordine di Malta nei suoi stati, chiamandola Gran Priorato di Russia. Nel preambolo della convenzione si diceva che Paolo I voleva "assicurare, consolidare ed accrescete nei suoi stati la fondazione dell' Ordine di Malta, instituito già in Polonia, e particolarmente nelle provincie Polacche, passate sotto il dominio Russo; e procurare ai suoi sudditi, capaci d'esser ricevuti in quell'Ordine, i vantaggi, gli onori e le prerogative, che da ciò derivavano". Quanto convenuto tra Paolo I e il Litta fu poi letto a Malta in pieno consiglio e ratificato unanimamente e per acclamazione. Fu ancora decretata un'ambasceria straordinaria dell'Ordine all'Imperatore, e a tale uffizio fu eletto il Litta medesimo, che verso la fine del 1797 fece il suo solenne ingresso in Pietroburgo, e Paolo lo ricevette stando sul trono. Il Litta nella gli esibì da parte del Gran Maestro e del Supremo Consiglio di Malta il titolo di Protettore dell'Ordine, dicendogli che in questa qualità speravano vederlo vestirsi delle insegne Gerosolimitane; al qual fine gli avevano mandata l'antica croce del famoso la Valette. E finito che fu il discorso, il principe Besbordsko, cancelliere, rispose in lingua russa che Sua Maesta Imperiale accettava il titolo di Protettore dell'Ordine di Malta e la croce del gran maestro la Valette.

Il balì Giulio Litta di Milano, che già era stato spedito ambasciatore di Malta a Pietroburgo, e che aveva trovato favore e grazia presso Paolo I, ebbe commissione di cominciare in servigio di Sua Maestà Imperiale un carteggio col Papa. E in effetti scrisse al S. Padre Pio VI, per mostrargli che la colpa della perdita di Malta doveva essere attribuita al gran maestro Hompesch; e però in nome del Gran Priorato di Russia, domandava che si dichiarasse il medesimo Hompesch essere decaduto dalla dignità, dalle prerogative e diritti di gran maestro, e insieme mandava copia dell'atto o sentenza proferita in Pietroburgo dal medesimo Gran Priorato il 26 d'agosto del 1798, affinché con un capo idoneo si provvedesse al conveniente governo dei cavalieri Maltesi.

I cavalieri del gran Priorato di Russia ed altri cavalieri presenti in Pietroburgo adducevano otto prove per mostrare che Ferdinando Hompesch (sono loro parole) era colpevole della più stupida negligenza, o complice dei perfidi che avevano tradito l'Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme. Indi decidevano così: Riguardiamo Ferdinando Hompesch come decaduto dal grado, a cui lo avevamo inalzato, ed in virtù delle nostre leggi ciconsideriamo come assolti dall'ubbidienza, che come a nostro Capo gli dovevamo, invitando i nostri confratelli degli altri gran priorati ad unirsi a noi in questa determinazione, che dall'onore è indispensabilmente voluta. E conchiudendo dicevano che abbandonavansi tra le braccia del loro sovrano e protettore, Paolo I, pregandolo ad estendere la sua generosa protezione sopra tutti gl'individui dell'Ordine, che in quelle infelici circostanze eransi fedelmente attenuti alle basi invariabili del loro Instituto, alla Religione cioè ed all'onore. Ciò fu piu che bastante a Paolo I per fare un atto nel quale dichiarava di prendere tutto il corpo dei cavalieri Maltesi sotto la sua Suprema Direzione. Poi decidendo che Pietroburgo dovesse essere considerato come luogo principale delle adunanze dell'Ordine, ingiungeva ai cavalieri presenti in quella città, che prendessero tutte le determinazioni necessarie ad amministrare nel modo più convenevole e più utile gli affari dell'Ordine, uniformandosi per quanto possibile in quelle circostanze alle antiche regole; per poi a lui stesso presentare le determinazioni medesime, acciocché le confermasse. Infine invitava tutte le Lingue, i gran priorati e ciascuno degl'individui dell'Ordine ad aderire a tali disposizioni, intenzionate a conservare quel lodevole Instituto e ridonargli l'antico splendore. Questo atto o decreto aveva la data di Gatschina, 10 di settembre del 1798.

Palazzo Voronstov Quelli del Gran Priorato di Russia, che aveva ormai assorbito anche il Gran Priorato di Polonia, ed altri individui dell'ordine di Malta, presenti in Pietroburgo, nell'atto di elezione dichiaravano che tanto in loro nome, quanto in nome delle altre Lingue e gran priorati in generale e di ciascun indivìduo in particolare, proclamavano lo zar Paolo I a Gran Maestro dell'Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme. E conchiudendo protestavano così: "In virtù della presente proclamazione promettiamo, secondo le nostre leggi e statuti, con sacro e solenne obbligamento, ubbidienza, sommissione e fedeltà a Sua Maestà Imperiale ed Eminentissima, il Gran Maestro". E la data di quell'atto d' elezione era: in Pietroburgo, il mercoledì, vigesimo settimo d'ottobre del 1798. Paolo I con la sua accettazione del 13 di novembre del 1798, volentierissimo assunse il titolo di Gran Maestro dell'Ordine Gerosolimitano; ed accettando indicava di voler introdurre in quella sacra milizia anche cavalieri non cattolici, ortodossi e di altre fedi, con una nuova visione più ecumenica.
Il Litta spediva ancora al Papa recalcitrante un esemplare stampato dell'atto, onde i cavalieri di Russia avevano eletto Paolo I a Gran Maestro, e insieme l'atto con cui l'Imperaiore accettava la nuova dignità, ed il dispaccio, nel quale lo stesso Litta era inalzato al grado di Luogotenente generale dell'Imperatore in quanto agli affari dell'Ordine di Malta.

Dopo lo Zar Paolo I, l’Ordine si è continuato nel patrimonio dinastico storico araldico della Imperiale Reale Granducal Casa Dobrynia di Moscovia, ed è stato formalmente riordinato e riorganizzato nei propri statuti dal suo legittimo rappresentante Capo di Nome e d’Arme il Gran Principe Tiberio di Dobrynia, attuale Sovrano 73° Gran Maestro ereditario, che ha ravvivato l'Ordine Maltese di Russia dal vuoto sospensivo lasciato dallo Zar Paolo I, secondo una nuova luminosa visione spirituale ecumenica.

Le sedi storiche - L'Ordine ha avuto sede storica a San Pietroburgo in Russia durante il 19° secolo, con sede presso il Palazzo Vorontsov a San Pietroburgo (creato a metà del XVIII secolo dall’architetto italiano Rastrelli), con la propria chiesa, la cappella maltese Priorski nel palazzo reale a Gatchina.

Dobrynia

Ultima sede dell'Ordine nel Gran Principato di Dobrynia, con il Sovrano Gran Maestro S.A.I. il principe Antonio Tiberio di Dobrynia.

Sigillo Maltarusso


RICONOSCIMENTI STORICI

A.D. 1669:
Iradeh (Decreto Sultanale) del Sultano Maometto IV Osmane;
A.D. 1788:
Decreto di riconoscimento del Duca di Modena Ercole III d’Este (26.4.1978);
A.D. 1890:
Imperiale e Reale Assenso di S.M. l’Imperatore d’Austria e Re d’Ungheria, e Aulico Dispaccio dell'I. e R. Governo Austro-ungarico;
A.D. 1922:
Per effetto delle Tavole Albertine e l’estensione dello Statuto del regno alle nuove provincie non più soggette all’Austria, ogni riconoscimento precedente diventava produttivo di tutti gli effetti araldici e nobiliari;
A.D. 1923:
Regio Decreto di S.M. il Re d’Italia Vittorio Emanuele III (R.D. del 7 gennaio 1923);
A.D. 1944:
Regio Decreto del Real Governo di Jugoslavia in esilio a Londra (R.D. del 27 aprile 1944).


Gran Principe di Dobrynia
ALTI PROTETTORATI SPIRITUALI ORTODOSSI

Santa Chiesa Ortodossa Albanese in esilio                                    
Santa Iglesia Ortodoxa Ukaziana Bielorrusa Eslava
Archiepiscopal Exarcado America del Sur, Republica Argentina,
Ukranian Autocephalous Orthodox Churc of America
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Santa Chiesa Ortodossa Anglicana d’Inghilterra
Grande Chiesa Universale Gnostica Egizia
Flag OSJ+RM
STATUTO  -  A B S T R A C T

Natura e scopi - Il Sovrano Ordine dei Cavalieri Maltesi di Russia è Ordine non nazionale, nobilitante, di Collazione dinastica della Imperiale Reale Granducal Casa Tiberio Dobrynia di Roma-Bisanzio di Russia.  
Ordine cavalleresco autonomo di diritto internazionale, sovranazionale, senza scopi di lucro, interreligioso e interculturale, e così riordinato e rinnovato prosegue la propria attività nella difesa dei Diritti dell’Uomo e della Pace Universale, nella protezione del libero sviluppo della personalità umana al Lume della più autentica sacralità tradizionale.

Conferimento - L’Ordine può essere conferito a persone che abbiano compiuto i diciotto anni di età, di ambo i sessi, di qualsiasi nazionalità e religione, senza discriminazioni razziali o sociali, sempreché risultino di buona condotta morale ed abbiano acquisito particolari meriti personali, distinguendosi nel campo degli studi, della professione, nel lavoro, nella società civile.
Il Postulante dovrà corredare la domanda scritta di candidatura con un sintetico curriculum vitae, includendo autocertificazione di mancanza di procedimenti penali in corso a suo carico, più tre fototessere recenti, ed il versamento della quota di capitazione richiesta quale contributo donativo previsto per i fini filantropici dell’O. La domanda va indirizzata alla Gran Cancelleria Magistrale. In caso di rifiuto della stessa, non è richiesta motivazione alcuna. In caso di accettazione, saranno approntati i documenti formali di nomina: Decreto - Lettera Patente e Gran Diploma Magistrale; mantello (nero con croce ottagona bianca), decorazioni e insegne, andranno ordinate a parte dal neo cavaliere.

Onorabilità - L’onorabilità del Postulante è conditio sine qua non allo status di Cavaliere.
Rango sociale e nobiltà - I membri dell’Ordine devono tenere un comportamento compatibile con l’appartenenza al rango di un Ordine avente un prestigio tradizionale.

Devozione - L’Ordine non impone ai suoi membri pratiche religiose, lasciate alla libera scelta di ognuno, bensì suggerisce di conservare in ogni momento della vita quotidiana il senso del sacro e la solidarietà.

Disciplina - I membri dell’Ordine sono tenuti a conformarsi alle Regole, Statuti e Costumi, istruzioni e direttive delle autorità dell’Ordine. La Cavalleria, al pari di una Compagnia, è giustappunto definita “Societas militantium sub regula.”

Contribuzione - I membri debbono contribuire alle opere benefiche e allo sviluppo dell’Ordine.

Cerimonia d’Investitura - Nella cerimonia d’investitura è prevista la consegna al novizio delle decorazioni, del mantello e del diploma di nomina, secondo i canoni tradizionali.

Delle Delegazioni - Potranno venire istituite Delegazioni nazionali e internazionali di rappresentanza dell’O. Così per le varie Commanderie, Priorati e Gran Priorati. Negli Stati nei quali l’O. è riconosciuto il Gr. M° può accreditare Ambasciatori e Consoli o specifici rappresentanti Diplomatici per gli affari dell’O.

Classi e Membri – L’Ordine comprende due categorie: di Giustizia e di Grazia. Appartengono alla prima coloro che sono di comprovata nobiltà, ed i Grandi Dignitari dell’Ordine. Il Sovrano Gran Maestro può, in casi eccezionali, per meriti acquisiti, ed in forza delle sue prerogative, concedere le insegne di giustizia anche ai candidati non in possesso di titoli nobiliari.

Le classi di ogni categoria comprendono i seguenti gradi e dignità (in ordine crescente):

Cavaliere Ereditario / Dama Ereditaria
Commendatore / Gran Dama
Grande Ufficiale / Gran Dama Gr. Uff.
Cavaliere di Gran Croce / Gran Dama di Gr. Cr.
Cavaliere di Gran Croce di Collana / Gran Dama di Gr. Cr. di Collana

Nobilitazione - In eccezionali, rarissimi casi, il Gran Maestro, similarmente a molti altri antichissimi e pregiatissimi Ordini Nobilitanti, può concedere quale particolare segno di considerazione per alti meriti conseguiti e grazia personale, oltre al Cavalierato in via aggiuntiva anche Titoli Nobiliari ereditari, tipo: Barone / Conte di San Giovanni o di Malta.

Norme d’uso onorificenze - Detto Ordine risulta appartenere alla Categoria degli Ordini Dinastici “Non Nazionali”, come descritto nell’art. 7, legge 3 marzo 1951, n. 178 e pubblicato sulla G.U. 30.3.1951, n. 73; con efficacia limitata, ovvero appartengono a onorificenze “Praeter  Legem”, cioè non vietate, in quanto istituzioni totalmente estranee all’ordinamento italiano, come origini ed evoluzione storica.


emblema osj+rm

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