IMPERIAL SOVEREIGN TIBERIAN DOBRYNIAN HOUSE OF ROME AND RUSSIA


GRAN MAGISTERO ORDINI DINASTICI NON NAZIONALI

 

SOVRANO Ordine NOBILIARE DELL'IMPERIAL SOGLIO Russo 

CAVALIERI VAREGA DI Sant'Andrea 

A.D. 1698

Quest’Ordine Equestre, che è il primo fra quelli storici della Russia (anzi, di tutte le Russie), venne istituito il 30 novembre  (11 dicembre) del 1698 da Pietro il Grande, in Onore dell’Apostolo Sant’Andrea, che è il Santo Protettore dell’Impero Moscovita, perché, secondo una pia Tradizione, Egli predicò il Vangelo fra gli Slavi di Novogorod.

Pietro il Grande non ebbe tempo di creare dei Cavalieri, perché morì poco dopo la fondazione dell’Ordine, sicché fu l’Imperatrice Caterina II che fece la prima nomina nel 1725.

I Membri dell’Ordine di Sant’Andrea formano una sola Classe (Cavalieri di Collana), i quali sono equiparati al grado di Tenente Generale e.

   Il Capo di Nome e d’Arme della Imperiale Granducale e Reale Dinastia Russa Ruricense (Sovrana Casa Angelo Tiberio Dobrynia di Roma e di Russia) è il Capo Supremo e il Gran Maestro dell’Ordine, il quale viene concesso soltanto ai Principi della Famiglia Angelo Tiberio Dobryniana, ai Sovrani, ai Principi Esteri (Nativi e Dativi), ai Grandi Funzionari della Casa e dello Stato e a qualche Illustre Personaggio particolarmente meritevole.

   L’Ordine, rievocato e riordinato sotto il Santo Nome di Sant'Andrea, da S.A.R.I Don Antonius II, quale soggetto di diritto internazionale, appartiene “de jure”, cioè di diritto, al patrimonio storico-araldico della Imperial Sovereign Tiberian Dobrynian House of Rome and Russia.

   In eccezionali casi, l’Ordine può essere conferito anche ai non Cristiani che abbiano acquistato speciali benemerenze verso l'Ordine o si siano resi altamente benemeriti dell’umanità.

(Caterina La Grande)

Categorie di Membri - Classe Unica

   Come innanzidetto, i Membri dell’Ordine di Sant’Andrea formano una sola Classe (Cavalieri di Collana), i quali sono equiparati al grado di Tenente Generale e non possono far parte di quest’Ordine se non coloro i quali sono già insigniti dell’altro Ordine di San Wladimir, creato dall’Imperatrice Caterina II nel 1782, con lo scopo di ricompensare il merito, la virtù e i servigi civili e militari. Pietro il Grande non ebbe tempo di creare dei Cavalieri, perché morì poco dopo la fondazione dell’Ordine, sicché fu l’Imperatrice Caterina I che fece la prima nomina nel 1725.

   L’Ordine si articola nelle seguenti categorie e conferisce il seguente grado:

Categoria di “Giustizia”, riservata ai Nobili che comprovino ascendenza Nobiliare di almeno 400 anni sul Cognome Paterno (o per meriti eccezionali, con Nobiltà di minore numero di anni, “Motu proprio” del Gran Maestro).

Categoria di “Grazia Magistrale”, riservata ai Nobili di più recente nomina o a coloro che ricoprano Alte Cariche Politiche, Civili, Militari o Religiose.

Il grado, unico, quello di Cavaliere di Collana.

Possibile Ereditarietà del Titolo

A discrezione del Capo Supremo-Gran Maestro, per specialissima, eccezionale grazia, il Titolo può essere concesso non solo “ad Personam” ma ereditario, per i maschi ovvero per maschi e femmine all’infinito. E’ inutile aggiungere che tale particolarissima benevolenza nell’ottriare quanto appena detto, è riservata a particolarissimi casi, eccezionali, per altrettanto eccezionali servigi resi alla Casata ed alla Società.

Decorazione.

La decorazione, dopo avere subito parecchie modificazioni, consiste attualmente nell’effige della Croce di Sant’Andrea smaltata di Azzurro, la quale porta sopra ognuna della braccia una delle lettere, S.A.P.R. (Sant’Andrea Patrono di Russia); è cimata dalla corona imperiale con infule.

Nella decorazione antica, la Croce era caricata sull’Aquila Nera Bicipite incoronata e cimata dalla corona imperiale.

Il Nastro è Azzurro ondato. 

(decorazione antica)

(decorazione moderna)

Circa il colore del Nastro gioverà sapere quanto segue.

Azzurro.

L’azzurro, essendo lo stesso colore del Cielo, ha simboleggiate tutte le idee che salivano alte, essendo il Cielo, nella maggior parte delle Religioni simbolo della Divinità se non Divinità egli stesso.

Rappresenta la Fermezza incorruttibile a somiglianza del Cielo che non è soggetto a corruzione, né a mutazione; di Gloria poiché questa si innalza sulle cose terrene, della Virtù, dote Celeste. Cicerone, il sommo Retore, si vestiva talvolta di azzurro per far comprendere che i Suoi pensieri erano alti, come per lo stesso motivo il Re Assuero aveva la camera decorata di questo colore. In Francia fu usato moltissimo, al punto che Eginardo lasciò scritto: “Carlo Magno vestiva alla francese”, e cioè con un saio azzurro, infatti tale colore era il preferito tanto dai Galli quanto, più tardi, dai Franchi. L’Imperatore Carlo il Calvo Re d’Italia, è effigiato in una celebre miniatura del secolo IX con una tunica azzurra; San Luigi è rappresentato sempre vestito di questo colore, e così può dirsi per tantissimi altri Re ed Imperatori. Il Comm. G.B. di Crollalanza scrisse: “I guerrieri vollero con esso esprimere la Vigilanza, la Fortezza, la Costanza, l’Amor di Patria, la Vittoria, la Fama; i Sacerdoti l’Amor Celeste, la Devozione e la Santità; i Trovadori la Poesia; i Principi la Nobiltà, la Ricchezza e Pensieri Alti e Sublimi; i Magistrati la Giustizia e la Fedeltà; le donne la Castità e la Verecondia”. Dai detti simboli si vede l’importanza e la Nobiltà di questo colore che nel Blasone viene indicato con tratti orizzontali. In Italia fu distintivo dei Guelfi.

L'azzurro era pure il Colore dei RURIK tantoché lo stemma di questa Casata e Dinastia Imperiale Russa era appunto “d’azzurro al tridento d’oro”.

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Sant'Andrea Apostolo

(Fonte “Famiglia Cristiana”, su santiebeati.it, a firma di Domenico Agasso)

30 novembre - Festa

Bethsaida di Galilea - Patrasso (Grecia), ca. 60 dopo Cristo.

Andrea, già discepolo di Giovanni Battista, fratello di Pietro, gli comunicò la scoperta del Messia. Entrambi furono chiamati dal Maestro sulle rive del lago per diventare 'pescatori di uomini'. Nel prodigio della moltiplicazione dei pani segnala a Gesù il fanciullo dei cinque pani e dei due pesci. Egli stesso insieme a Filippo riferisce che alcuni Greci vogliono vedere Gesù. Crocifisso a Patrasso secondo la tradizione, è particolarmente venerato nella Chiesa greca. (Mess. Rom.)

Patronato: Pescatori

Etimologia: Andrea = virile, gagliardo, dal greco

Emblema: Croce decussata, Rete da pescatore

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   Tra gli Apostoli è il primo che incontriamo nei Vangeli: il pescatore Andrea, nato a Bethsaida di Galilea, fratello di Simon Pietro. Il Vangelo di Giovanni (cap. 1) ce lo mostra con un amico mentre segue la predicazione del Battista; il quale, vedendo passare Gesù da lui battezzato il giorno prima, esclama: "Ecco l’agnello di Dio!". Parole che immediatamente spingono Andrea e il suo amico verso Gesù: lo raggiungono, gli parlano e Andrea corre poi a informare il fratello: "Abbiamo trovato il Messia!". Poco dopo, ecco pure Simone davanti a Gesù; il quale "fissando lo sguardo su di lui, disse:Tu sei Simone, figlio di Giovanni: ti chiamerai Cefa”". Questa è la presentazione. Poi viene la chiamata. I due fratelli sono tornati al loro lavoro di pescatori sul “Mare di Galilea”: ma lasciano tutto di colpo quando arriva Gesù e dice: "Seguitemi, vi farò pescatori di uomini" (Matteo 4,18-20).
   Troviamo poi Andrea nel gruppetto – con Pietro, Giacomo e Giovanni – che sul monte degli Ulivi, “in disparte”, interroga Gesù sui segni degli ultimi tempi: e la risposta è nota come il “discorso escatologico” del Signore, che insegna come ci si deve preparare alla venuta del Figlio dell’Uomo "con grande potenza e gloria" (Marco 13). Infine, il nome di Andrea compare nel primo Capitolo degli Atti con quelli degli altri Apostoli diretti a Gerusalemme dopo l’Ascensione.
   E poi la Scrittura non dice altro di lui, mentre ne parlano alcuni testi apocrifi, ossia non canonici. Uno di questi, del II secolo, pubblicato nel 1740 da L.A. Muratori, afferma che Andrea ha incoraggiato Giovanni a scrivere il suo Vangelo. E un testo copto contiene questa benedizione di Gesù ad Andrea: "Tu sarai una colonna di luce nel mio Regno, in Gerusalemme, la mia città prediletta. Amen[1]". Lo Storico Eusebio di Cesarea (ca. 265-340) scrive che Andrea predica il Vangelo in Asia Minore e nella Russia meridionale. Poi, passato in Grecia, guida i cristiani di Patrasso. E qui subisce il martirio per crocifissione[2]: appeso con funi a testa in giù, secondo una tradizione, a una croce in forma di X; quella detta poi “croce di Sant’Andrea”. Questo accade intorno all’anno 60, un 30 novembre.

    Nel 357 i suoi resti vengono portati a Costantinopoli; ma il capo, tranne un frammento, resta a Patrasso. Nel 1206, durante l’occupazione di Costantinopoli (quarta Crociata) il Legato Pontificio Cardinale Capuano, di Amalfi, trasferisce quelle reliquie in Italia.

   E nel 1208 gli amalfitani le accolgono solennemente nella cripta del loro Duomo.

   Quando nel 1460 i Turchi invadono la Grecia, il capo dell’Apostolo viene portato da Patrasso a Roma, dove sarà custodito in San Pietro per cinque secoli. Ossia fino a quando il Papa Paolo VI, nel 1964, farà restituire la reliquia alla Chiesa di Patrasso.

 

NOTE

[1] Amen. Aramaico. Non significa “e così sia” come viene sovente erroneamente tradotto, ma “in verità”.

[2] Crocifissione. L’atto d’inchiodare o legare una vittima viva o talvolta una persona deceduta ad una croce o a un palo (stauros o skolops) o ad un albero (xylon). Generalmente Erodoto usa il verbo anaskolopizein di persone vive e anastauroun di corpi. Dopo di lui i verbi diventano sinonimi nel significato di "crocifiggere".

Giuseppe Flavio usa soltanto (ana)stauron, Filone soltanto anaskolopizein. Il verbo stauroun compare frequentemente nel Nuovo Testamento, che usa sempre stauros e mai skolops per la croce di Cristo

     


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